Faito doc Festival
 
 
 
Presentazione



 

IDENTITÀ
« una, nessuna o centomila ? »


L’identità puo essere molteplice: grografica, politica, religiosa, sociale, economica, legata alla tradizione, alla patria, allo sport, all’arte.
L’identità ricercata quando non si hanno tracce delle proprie origini.
L’identità messa in dubbio quando la propria storia viene negata.
L’identità che spinge al nazionalismo, all’esclusione, talvolta al genocidio.
I limiti delle identità o ancora il superamento delle identità per aprirsi all’Alterità.
Quest’anno 2011 il tema dell’identità viene trattato in venticinque documentari attraverso sguardi e punti di vista diversi di registi europei e di oltreoceano.
Dibattiti di approfondimento e incontri con gli autori sul tema seguiranno le principali proiezioni.


Buona visione a tutti !
Sperando di poter condividere, talvolta confrontare, in uno spirito comune e di reciproca apertura, le nostre identità.
 

Nathalie Rossetti e Turi Finocchiaro, direttori artistici

 


 
INCONTRO E SCAMBIO
DI CULTURE

Spesso, da una idea semplice nasce un evento capace di catalizzare le energie ed ampliare le attrattive di un territorio.
Il Faito doc Festival è nato nel 2007 dalla spinta di un gruppo di professionisti del settore cinematografico amanti di questa nostra meravigliosa montagna incontrando, fin da subito, l’appoggio della nostra Amministrazione oltre che il consenso dei residenti.
A chi si chiede (e ci chiede) perché un festival concorso sul documentario a Vico Equense, possiamo soltanto rispondere: perché è un evento culturale di respiro internazionale; perché, in quanto diretto ad un pubblico di settore (appassionati del cinema documentario e amanti della montagna), rappresenta un’ espressione dell’ offerta diversificata del territorio; perché è senza dubbio un momento di incontro e di scambio di culture ed esperienze.
Insieme alle altre manifestazioni promosse dall’Amministrazione per la riqualificazione e promozione del territorio, il Faito doc Festival, punta ad arrivare ad un pubblico sempre maggiore, sviluppando sinergie tra pubblico e privato e attirando sul territorio turisti e visitatori non solo per il tradizionale turismo balneare.
Per questo, l’edizione 2011 avrà alcune componenti di eccezione:
- visite naturalistiche guidate sul Monte Faito;
- proiezioni serali presso la nuova Sala Polifunzio-nale della SS. Trinità e Paradiso;
- una sezione del concorso aperta alle produzioni sul territorio: il concorso “Vico in Video”.
Certi del successo che saprà portare alla città, auguriamo a tutti gli intervenuti buona permanenza e buone visioni.


Il Sindaco
GENNARO CINQUE

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Una strada sinuosa, in salita, fiancheggia il mare. Mare celeste che scompare dietro una curva ma appare di nuovo più lontano e per magia lo senti vicino, vicino come non l’hai sentito mai. Un argine di pietra ti protegge dallo strapiombo e curva dopo curva giungi al Monte Faito. Il Viale dei Castagni ti conduce dal campo sportivo al piazzale Belvedere dove puoi in pochi passi, come dicono altri amici :« abbracciare con lo sguardo, appoggiato ad una vecchia staccionata in legno, l’intero golfo di Napoli, da Punta Campanella, Capri ed i suoi faraglioni fino alle isole di Ischia e Procida. (…) Talvolta si scorge il profilo, di un azzurro più intenso di quello del mare, con sfumature cosi delicate che nessuna mano potrà mai riprodurre e nessun meccanismo mai percepire, delle isole Pontine. (…) Di notte, le migliaia di luci sottostanti rinnovano lo stesso incantesimo da centinaia di anni. »

Dopo aver attraversato il castagneto e la pineta scopri la faggeta, è lei ad aver donato il suo nome allaMontagna. Cammini fra faggi giovani e secolari con radici che paiono « sollevarsi come gonne »*, alberi funamboli in bilico sulle rocce. Infine arrivi in cima, là dove apparve San Michele Arcangelo e qui, il Monte ti coinvolge tutto. Sfidate il Vesuvio, poi vi perdete nella solitudine dei Monti Lattari, sognate di affacciarvi all’altro golfo e al di là del Monte Molare, dalla Conocchia tuffarvi a Positano.

Nathalie e Turi

 

 

 

* Tratto da « Trenta giorni di Luce » di Francesco Maria Olivo